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Brachetto d’Acqui e Monferrato

Ci sono mille o più ragioni per amare il Brachetto d’Acqui. Una tra queste riguarda sicuramente il suo affascinante processo di produzione e i posti da cui esso trae origine. Pochi giorni fa sono stata invitata a partecipare ad una gita ecologica nel Monferrato, la regione collinare piemontese che dà vita ad uno dei prodotti nostrani più rinomati al mondo.

Il Brachetto d’Acqui è un vino che nasce proprio in questa zona del Piemonte. Il suo sapore delicato e al tempo stesso carico di carattere, ha rapidamente accresciuto la fama del Monferrato.

È stato proprio questo vino corposo e aromatico a condurci in una delle più belle cittadine del Nord Italia.

Oggi vi porto alla scoperta di Acqui Terme.

Acqui Terme tra tradizione e ruralità

Il nostro viaggio enogastronomico, organizzato dal Consorzio di Tutela Brachetto d’Acqui, parte da Milano; la meta, come abbiamo detto, è Acqui Terme, un comune italiano della provincia di Alessandria.

Non appena giunti in questa piccola cittadina della zona settentrionale del Monferrato, siamo rimasti letteralmente stregati dall’aspetto antico e grazioso di quello che potremmo per comodità definire un borgo. Ogni parte di Acqui Terme sembra infatti raccontare un po’ del suo passato: l’edificazione di questo piccolo assetto urbano affonda le radici addirittura nel Neolitico, anche se in molti attribuiscono la sua istituzione ai coloni greci.

La cittadina sembra immersa in un’atmosfera quieta e sublime: ciò che subito appare cristallino, agli occhi del turista che giunge qui, è questo suo continuo ed instancabile dialogo con la tradizione e la ruralità. Facendoci strada tra ciottoli e vicoletti stipati, avvertiamo subito un’energia vibrante ed armoniosa. Acqui Terme è sicuramente una località tranquilla e silente, ma tutto in essa pulsa di armoniosa vitalità. 

Un’altra importante attrazione è stata per noi Piazza Ribollente: questa zona è famosa per la sorgente d’acqua termale salso-bromo-iodica, uno dei maggiori punti d’interesse della cittadina. Le proprietà benefiche di questa fonte d’acqua termale erano già state intuite dai romani, assidui frequentatori del posto.

Aperitivo tra i vigneti

Finito il giro turistico della città – che resta a mio avviso delle più graziose del Monferrato – siamo stati condotti nei vigneti di Alice Bel Colle, che danno vita al Brachetto d’Acqui. Passeggiare tra le vigne è stata per me un’esperienza catartica, un modo di recuperare i rapporti con la natura. Qui siamo stati accolti con un gustosissimo aperitivo di benvenuto. Abbiamo così scoperto che il sapore del Brachetto d’Acqui si lega benissimo a dolci e dessert ma anche a frutta, salumi e formaggi.

Pranzo a Villa Prato

La nostra bellissima escursione si è conclusa con un delizioso pranzo a Villa Prato. Il menu, ricco di prelibatezze locali, è stato immancabilmente accompagnato dal raffinato sapore del Brachetto d’Acqui.

Durante la degustazione, ci è stato spiegato che questo particolare vino può essere distinto in tre diverse versioni: il vino rosso, detto anche tappo raso, lo spumante, il passito. Abbiamo poi imparato che la produzione del Brachetto passa per il metodo Charmat o Martinotti e che esso è facilmente riconoscibile dal color rosso rubino.

Tornata a Milano, con qualche consapevolezza in più, ancora sentivo l’aroma invitante del vino Piemontese.